lunedì 27 agosto 2012

Olimpico Sarnico, dilaniato ma concluso

Venerdi e sabato giorni di sconforto e riflessioni, ma anche di ripresa e consapevolezza!
Dopo l'infortunio avevo addirittura perso le speranze di poter partecipare all'Ironman, ma ora, magia dello sport, con molta volonta' e con una dose non indifferente di antidolorifici, sono riuscito anche a concludere un Olimpico.
L'olimpico di Sarnico, appunto, durissimo per le salite in bici e di corsa, con un caldoche prosciugava le forze.
Parto piano nell'acqua melmosa, piena di alghe e bassissima (in alcuni punti toccavo il fondo con le mani!). Vado solo di braccia, le gambe non le uso per non sforzare la schiena. Fa molto caldo nella muta e i primi 800mt sono controcorrente.
Naturalmente sbaglio a puntare una boa e faccio una traiettoria piu' lunga tanto che un giudice in canoa mi rimette sul percorso corretto, alla fine il garmin segnera' 1720 mt la frazione nuoto.
Esco dall'acqua in 31 min e mi avvio alla bici tutto storto per via delle fitte alla schiena. Caschetto, occhiali e via. Nei primi 11km mi disseto e pedalo agile e costante. La schina non fa male in bici, e' una posizione che "scarica". Arrivo alla salita malefica, 7 km con pendenza media del 9% e con punte dell'11. Fatico, sudo e spingo sui pedali che sono maledettamente duri. Il sole e' a picco e mi scioglie. Finalmente vedo per terra la scritta GPM che indica la fina della salita e giu in discesa. Ripidissima e molto tecnica, piena di tornanti e buche, non si puo' andare a a cannone e non riesco a recuperare il tempo perso nella salita. Vedo un paio di atleti per terra lungo la discesa e sento altrettante sirene di ambulanze in lontananza. Io arrivo giu sano e affronto gli ultimi 15km controvento e in falsopiano. Durissimiii.
Arrivo in zona cambio per l'ultima transizione. Faccio le cose per bene e con calma, ogni movimento mi costa piu' fatica del solito. Parto nella frazione di corsa  tenendo una posizione un po' piegata in avanti per scaricare la schiena. Non penso al dolore ma solo a raggiungere il primo ristoro. Il caldo ora e' insopportabile e il percorso e' degno di una campestre per via dello sterrato e delle due salite spezzagambe. Finisco il primo giro e divido il secondo giro in 5 ripetute sui 1000. A ogni 1000 rallento per 20 sec e poi riprendo il mio passo.
Alla fine vedo il traguardo e quasi mi commuovo. 3h13 min il tempo finale.
Oggi vado dal fisioterapista!
Certo in queste condizioni un IM non lo finisco, non potrei reggere la corsa per 42 km.
Ma ho voluto dimostrare a me stesso di avere la voglia e la volonta' di affrontare e se possibile sconfiggere le avversita'.
Non so come evolvera' l'infortunio, spero di guarire completamente, ma ho guadagnato la consapevolezza.
Mentalmente ce la posso fare!

1 commento:

  1. è l'ennesima conferma che... "se vuoi... puoi!"

    RispondiElimina